No alla privatizzazione dell’Ama

L’ipotesi di privatizzazione delle attività più remunerative dell’Ama, cioè lo smaltimento e la trasformazione dei rifiuti, mantenendo pubbliche solo quelle in perdita, la raccolta e lo spazzamento, è l’ennesimo tentativo della giunta Alemanno di pagarsi la campagna elettorale ipotecando il futuro dei romani. Non si spiega altrimenti l’ipotesi contenuta nella delibera 93/2012 in questi giorni in discussione in Campidoglio. Dopo anni di malgoverno dell’azienda, che hanno determinato il buco di bilancio, con assunzioni clientelari e con  politiche dei rifiuti sbagliate, Alemanno si appresta a trasformare il suo fallimento in una nuova occasione di arricchimento per il ras dell’immondizia, Manlio Cerroni, secondo la nota filosofia dei “costi pubblici e guadagni privati”.  Ciò poterà al fallimento dell’azienda a carico della collettività, alla perdita di posti di lavoro e al peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Ma quello che è peggio è che in questo modo vengono anche privatizzate le scelte di politica dei rifiuti che invece devono restare pubbliche. Non è assolutamente concepibile che una decisione di questo tenore venga presa da una giunta agli sgoccioli qualche giorno prima di essere cacciata

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