Amministrative 2013: Un gioco a rimpiattino senza contenuti

“Dopo mesi di tatticismi, da cui Roma e i suoi problemi sono rimasti esclusi, le correnti del Pd hanno proposto i loro candidati alle primarie del centrosinistra. Al confronto sulle politiche necessarie a fronteggiare le gravissime conseguenze della crisi nella nostra città, si è preferito un gioco a rimpiattino che non è ancor finito.Rifondazione Comunista aveva chiesto più volte di partire dai programmi, di definire, insieme con la società civile e la cittadinanza attiva romana, le linee fondamentali di una nuova stagione politica, in chiara discontinuità non solo con la giunta Alemanno, ma anche con la fallimentare esperienze delle giunte precedenti. Solo dopo si sarebbe dovuto procedere alla individuazione dei candidati che meglio potevano rappresentare questo programma.

Erano queste anche le condizioni per mettere in moto una nuova stagione di partecipazione politica dei cittadini. Invece si è voluto considerare la scelta le primarie come fatto privato, interno al Pd, condizionato dai suoi equilibri nazionali e di fatto aperto ai poteri forti romani.

In questo modo nelle primarie si potrà sostenere tutto e il contrario di tutto.  Non è dato sapere se il centrosinistra vorrà fermare il cemento e mettere mano al piano regolatore o continuare con la politica delle grandi opere, se chiuderà per sempre discariche e inceneritori o continuerà  a foraggiare Cerroni, se intende ripubblicizzare l’acqua o lasciarla in mano a Caltagirone, se  pensa di ridurre tasse e tariffe per i ceti deboli o confermare un sistema fiscale iniquo. Si è ancora in tempo a cambiare, facciamo appello alla sinistra romana, e in particolare a Sel, perché si rovesci lo schema partendo dalle cose da fare e non dalle candidature”

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