Il Governo Letta al Lavoro. Picchiati i senza casa Requisire le case sfitte.

Dopo essere stati sgomberati giovedì scorso da un palazzo abbandonato da anni, in cui avevano trovato un tetto, oggi i senza casa romani sono stati anche picchiati dalle forze dell’ordine. Le cento famiglie ex occupanti a Tor Tre Teste non sono che la punta dell’iceberg di un disagio abitativo che interessa ormai una parte consistente delle fasce popolari romane e che è la conseguenza della ventennale mancanza di una politica abitativa in questa città.
Come ha ben documentato anche la Caritas, la crisi abitativa e gli alti prezzi di vendita e affitto, sono la principale causa di povertà a Roma.  Tra sfratti e pignoramenti, convivenze forzate e alloggi di fortuna, canoni neri e fitti impagabili, decine di migliaia di famiglie, sono vittime della bolla immobiliare e della rinuncia al controllo  pubblico sul mercato.
Ma di fronte a questo dramma e allo scandalo di decine di migliaia di case sfitte e invendute il Governo non trova di meglio che trasformare il problema della casa in problema di ordine pubblico, senza nemmeno inserirlo nell’agenda dei problemi da affrontare.
Ben altre sono le politiche necessarie: occorre una legge per il contenimento dei canoni e per l’obbligo di affitto e il rilancio della edilizia pubblica. Nell’immediato si deve dare una risposta al diritto all’alloggio (che è stato dichiarato un diritto umano fondamentale dall’ONU) requisendo le migliaia di case tenute sfitte o non messe in vendita per mantenere alti i prezzi.
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