Meno sbarre più diritti

La coalizione che sostiene Sandro medici come sindaco di Roma contesta l’operato dell’amministrazione in materia di politiche migratorie, in particolare sui temi dell’accoglienza. La giunta Alemanno ha sperperato ingenti risorse pubbliche per interventi emergenziali volti, a nostro avviso, a mantenere alto il livello di disagio dei cittadini migranti e, di conseguenza, alimentare il conflitto sociale nei nostri quartieri, cavalcando razzismo e intolleranza.

Non abbiamo paura di parlare dei e con i cittadini migranti che vivono nella città di Roma, che si trovano spesso in condizioni di marginalità ed esclusione, perché siamo convinti, in virtù dell’esperienza maturata in anni di battaglie antirazziste e da operatori sociali, che solo attraverso l’estensione e l’accesso ai diritti, all’abitare, al reddito, all’istruzione, si possa costruire uno spazio metropolitano comune e condiviso.

Sono passati pochi mesi dalla fine dell’Emergenza Nord Africa ed è palese come il sistema d’accoglienza predisposto sia stato un totale fallimento; invece di garantire diritti abbiamo assistito alla sistematica lesione della dignità delle persone. L’attacco da parte del Comune contro i giovani migranti bangladesi è solo l’ultimo anello di questa politica. Il modello di accoglienza romano è concentrazionista, inefficace, costoso e non produce inserimento sociale.

Vogliamo una strategia dignitosa e efficace per l’inclusione sociale dei profughi coinvolti nei progetti d’accoglienza, con la predisposizione di risorse adeguate, che consenta di realizzare percorsi di inclusione, attraverso la progressiva uscita dai centri emergenziali, con una chiara previsione di misure di sostegno.

C’è bisogno di una verifica puntuale dello stato in cui versano i servizi d’accoglienza, la trasparenza dei bandi e degli affidamenti, per evitare sprechi e clientele.

Occorre predisporre un sistema decentrato, in cui siano presi in carico piccoli numeri, con risorse coordinate a livello locale ed il coinvolgimento degli attori sociali attivi nei diversi territori.
Per non parlare del fallimento del cosiddetto ‘Piano nomadi’. Le politiche e gli interventi rivolti ai cittadini Rom degli ultimi 20 anni sono stati un susseguirsi di emergenze, più attenti all’aspetto securitario e di controllo, piuttosto che disegnare e favorire reali strategie di inclusione. Il nuovo campo della Barbuta, un ghetto per soli Rom, perimetrato, video sorvegliato è il simbolo di questo modello di accoglienza su cui l’Italia è stata più volte ripresa dall’Europa e dai principali organismi internazionali che si occupano di diritti umani.

Chiediamo che, durante la prossima consiliatura siano progressivamente chiusi i campi e che siano abbandonate politiche securitarie o puramente assistenziali, anche perché siamo in presenza di persone che vivono sul territorio della città di Roma da decenni e che non hanno alcun progetto migratorio, come peraltro testimoniato dalle centinaia di minori nati nella città negli anni.

Chiediamo, infine, la chiusura di quel mostro giuridico di Ponte Galeria, che reclude la speranza di persone che non hanno commesso alcun reato, se non quello di cercare condizioni di vita più dignitose.

 

COALIZIONE PER SANDRO MEDICI SINDACO DI ROMA
(Repubblica Romana – Rifondazione PdCI Sinistra per Roma – Partito Pirata )

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