Atac: la nomina del leghista Broggi contraddice i buoni propositi

Avevamo molto apprezzato alcune dichiarazioni del sindaco Marino sulla volontà di riformare la governance delle aziende pubbliche romane, pur rimanendo convinti che non è sufficiente cambiare gli uomini, se non si cambia politica.
Avevamo capito che si sarebbero cercati dirigenti con comprovata esperienza nel settore, scelti con procedura ad evidenza pubblica, che si sarebbe passati all’amministratore unico, che si sarebbe usciti dalle nomine di carattere politico.
La scelta di Broggi alla direzione dell’Atac contraddice tutti questi propositi.
Danilo Broggi non si è mai occupato di trasporti. La sua esperienza nella Consip e poi a Poste Assicura, dove è approdato in quota Lega Nord, non sembra abbia molto che vedere con l’organizzazione di un grande sistema di mobilità. Non c’è stata una procedura pubblica, si è confermato un consiglio di amministrazione pletorico.
Il profilo scelto lascia intendere che si pensa poter rilanciare Atac a partire dalla gestione interna, che è importante, ma
Atac ha bisogno soprattutto di una nuova politica della mobilità, non si può risanare un’azienda di trasporti che viaggia a 12 km l’ora a causa di un sistema di mobilità basato sull’auto privata.

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