Rifiuti: la filosofia delle grandi discariche e inceneritori è fallita. L’unica strada è la strategia Rifiuti zero

La giusta protesta dei cittadini del Divino Amore, dopo quelli di Fiumicino, di Malagrotta, di Monti dell’Ortaccio, di Allumiere, di Riano, di Albano, ecc. dovrebbe dire ai nostri amministratori almeno una cosa: NON ESISTE un territorio in cui sia possibile concentrare tutta la immondizia di Roma. La filosofia della grande discarica (o degli inceneritori) è fallita definitivamente e non può essere riesumata, nemmeno in modo provvisorio.
Occorre cambiare del tutto filosofia. La direzione di marcia non può che essere quella dell’assunzione dell’obiettivo politico “Rifiuti zero” e cioè del recupero e riciclaggio integrale della materia e degli oggetti che oggi sono considerati rifiuti. Non serve solo “più raccolta differenziata”, ma servono soprattutto obiettivi, piani e misure concrete di riduzione, riuso, recupero e riciclaggio degli oggetti e della materia. Solo questo può rendere credibile la temporaneità dei luoghi di smaltimento dei residui non riciclabili. Solo in presenza di una politica organica “Rifiuti zero” sarà possibile discutere di luoghi transitori di deposito del residuo non riciclato.
Non c’è nulla da inventare, basta fare riferimento alle buone pratiche che tanti comuni in tutto il mondo hanno da anni sperimentato (da ultima, a titolo di esempio, la decisione delle metropolitane di Pechino di accettare bottiglie di plastica in pagamento dei biglietti). Esistono le competenze per fare tutto in sei mesi. Serve però reale volontà politica e disponibilità a cambiare davvero modo di pensare.

Cosa si potrebbe fare per cominciare:
1. Chiudere Malagrotta
2. Invio dei rifiuti all’estero per il periodo strettamente necessario al varo del nuovo piano (6 mesi)
3. Nuovo piano di “gestione del ciclo della materia” (e non di smaltimento dei rifiuti) con obiettivi individuati e temporizzati di riduzione, riuso, riciclo e recupero costruito insieme alle associazioni e alle popolazioni che comprenda:
– Provvedimenti finalizzati alla riduzione a monte della produzione di rifiuti, (intervenendo innanzitutto sul sistema distributivo)
– Organizzazione della filiera di riutilizzo integrale dell’umido (dalla raccolta al campo) in collaborazione con i produttori agricoli del territorio.
– Individuazione delle filiere di riuso e recupero delle altre frazioni merceologiche
– Provvedimento di incentivazione di iniziative imprenditoriali che riutilizzino oggetti o materia seconda da rifiuto.
– Immediata introduzione della tariffa legata alla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti (chi differenzia di più paga di meno).
4. Individuazione di piccoli luoghi temporanei di deposito del residuo non riciclabile strettamente legate ai territori e con una pianificazione certa della chiusura (i territori virtuosi chiudono le discariche prima) con il pieno coinvolgimento dei Municipi nel controllo e nella realizzazione del piano di gestione del ciclo della materia.
5. Campagna massiccia di informazione ed educazione alla corretta gestione del ciclo della materia che interessi tutte le scuole già dal prossimo anno scolastico, da estendere alle istituzioni sportive, alle parrocchie, agli amministratori di condominio, ecc. Introduzione delle sanzioni per smaltimento scorretto

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