Non sono i debiti a strangolare Roma, ma le banche

 

 La relazione del commissario straordinario al debito di Roma attesta quello che abbiamo sempre sostenuto: il debito di Roma non è in sé elevato (esso corrisponde a poco più dell’indebitamento pro-capite del comune di Milano) e  le difficoltà finanziarie del comune derivano in gran parte dagli interessi usurai che si è scelto di pagare alle banche.

Tralasciamo in questa sede considerazioni sulle modalità con cui il debito si è accumulato, che porterebbero, tra l’altro, a evidenziare come da sempre il peso eccessivo degli interessi sia stato parte del problema, insieme alla corruzione, alle politiche urbanistiche, alla esternalizzazione dei servizi, al sottofinanziamento del Comune derivante anche dalla evasione fiscale e dalle esenzioni fiscali del Vaticano.
Appare chiaro, dalla relazione depositata in senato, che al momento della istituzione della gestione commissariale del debito e negli anni successivi si è scelto, in un momento in cui il costo del denaro era vicino allo zero, di mantenere alti i tassi di interesse corrisposti alle banche, ad un livello usuraio intorno al 5%, invece di ricontrattarlo. Questa scelta è costata ai cittadini romani negli anni dal 2008 ad oggi almeno 1,5 miliardi di euro e sino al 2048 costerà altri 2/3 miliardi.
Appare chiaro anche che la scelta della attualizzazione (e cioè di contrarre nuovi debiti per pagare i vecchi debiti) è già costata alla collettività 2 miliardi di interessi.
Appare infine altrettanto chiaro che si è scelto di non effettuare una riconciliazione dei debiti con il risultato che ancora oggi il 43% dei creditori è sconosciuto, mentre il debito figura interamente sulle spalle dei cittadini e delle cittadine di Roma.
E’ evidente che siamo in presenza di una politica finalizzata a mantenere il massimo di pressione finanziaria sul comune di Roma per raggiungere un risultato che non è stato mai nascosto in questi anni: costringerlo a mettere sul mercato il suo patrimonio e le sue aziende a disposizione della finanza nazionale ed internazionale che considera roma un discount in cui fare acquisti a buon mercato.
p.s. Il testo della audizione, non ancora pubblicato sul sito della Camera, è scaricabile qui:
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